
Tommaso Baldovino è il fondatore del sito Tomstardust.com, ottima risorsa per tutti i webdesigner italiani, professionisti e non. Tutti gli articoli presenti nel suo sito sono stati scritti interamente da Tommaso in base alle sue esperienze professionali.
1)Raccontaci un po’ di te, quando inizia la tua passione per la grafica digitale?
Come molte delle persone che lavorano in questo settore, ho iniziato da autodidatta intorno al 1995, sperimentando con i programmi che avevo a disposizione e costruendo pagine web con degli editor visuali. Fortunatamente ho avuto poi modo di crescere professionalmente negli anni seguenti, imparando dai miei stessi errori.
2)Da cosa nasce il progetto Tomstardust?
3)Tomstardust è diventato ormai uno dei siti di riferimento in Italia per gli appassionati di web design , sei soddisfatto degli obiettivi raggiunti e quali sono i tuoi progetti futuri?
Sinceramente penso che i siti di riferimento siano altri, soprattutto perchè trattano argomenti più generalisti (ad esempio tutorial html, photoshop, ecc.). Comunque sono molto soddisfatto dei contatti che sono riuscito ad avere: scrivendo articoli su web design, web standards e accessibilità ho avuto modo di conoscere diversi sviluppatori italiani particolarmente bravi, il confronto con altri “colleghi” è sempre fondamentale.
Parlando di futuro, una delle cose che vorrei riuscire a fare è un redesign di
tomstardust.com. Non è facile, perchè nel tempo le sezioni sono aumentate ed è qualcosa più di un semplice blog, ma sento il bisogno di aggiornarlo: in 3 anni il mio modo di lavorare è cambiato molto, e non sono più soddisfatto del codice del sito.
4)Tra i vari argomenti di cui parli nel tuo sito c’è l’accessibilità e l’usabilità dei siti web che è sempre stato uno dei tuoi chiodi fissi, puoi parlarci meglio di quest’aspetto?
Sono argomenti troppo complessi per essere trattati come si deve in poche parole: è necessario però capire che il web ha bisogno di evolversi e seguire degli standard per essere veramente di tutti.
Il problema riguarda soprattutto i web designer di professione: dal mio punto di vista è incomprensibile che ancora oggi esistano siti inaccessibili, che usano tecnologie come Flash e JavaScript nel modo sbagliato, escludendo di fatto una buona parte di utenti della rete.
5)Cosa fare per promuovere in maniera efficace il proprio blog?
Credere veramente in ciò che si scrive, senza farlo per i guadagni pubblicitari o per i motori di ricerca. I risultati arriveranno da soli: la rete è piena di spazzatura, ma i contenuti di qualità emergono sempre.
6)L’importanza della grafica e dei contenuti per un blog o un sito web?
La grafica è relativamente importante, ma come puoi intuire dalla mia risposta precedente quello che conta veramente sono i contenuti. E’ vero che un sito ben realizzato può far parlare di sè più facilmente, essere linkato e segnalato sui siti come
http://www.cssbeauty.com/ , ma il successo duraturo dipende dai contenuti.
7)Quando realizzi un progetto per un cliente quali sono gli step da seguire?
La prima cosa è capire realmente di cosa ha bisogno il cliente, avendo anche il coraggio di contraddirlo e consigliarlo per il meglio: partire nel modo giusto è fondamentale se non si vogliono sorprese successivamente.
Per la realizzazione di un sito è fondamentale una prima bozza grafica (o più di una), che può essere più o meno dettagliata a seconda del metodo di lavoro di ognuno. Da questa poi deriverà il risultato finale vero e proprio.
Per esperienza personale, sconsiglio vivamente di modificare il layout di un sito nell’ultima fase, quella di lavoro concreto su HTML e CSS. Il risultato altrimenti sarà qualcosa di approssimativo che non farà contento nè il cliente nè il web designer.
8)I programmi indispensabili per ogni webdesigner?
Dipende dal sistema operativo e dalle preferenze di ognuno, io mi trovo bene con Fireworks e Photoshop per le bozze grafiche, mentre per lo sviluppo del codice utilizzo CSSEdit e TextMate.
9)Il Web 2.0, quali pensi siano le prospettive per questo nuovo modo di concepire il web?
Non credo molto nelle etichette, la rete si sta semplicemente evolvendo. Basta pensare che una decina di anni fa regnavano i siti statici, mentre oggi stanno praticamente scomparendo.
Oggi la moda sono le community, ma una tendenza per affermarsi ha bisogno di tempo: basti vedere quello che sta succedendo a numerosi servizi “web 2.0″ nati nell’ultimo periodo. Molti stanno lentamente morendo.
E’ fondamentale riuscire a costruire un modello di business efficiente: YouTube sta cercando di farlo con i video sponsorizzati senza grande successo, ma a rischiare di più sono servizi come Twitter che non sono ancora riusciti a trovare la soluzione ideale.
Un altro aspetto riguarda l’affidamento dei propri dati ad ignoti: indicativo quanto accaduto ultimamente a ma.gnolia (
http://ma.gnolia.com/), un servizio di social bookmarking. Hanno perso tutti i dati in loro possesso da un giorno all’altro, e questo ha decretato la loro fine.
A cura di Aljoscia
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